Il giardino
Sin da quando egli ebbe la capacità di capire cosa fosse veramente il dolore, cercò qualcosa che potesse essere una cura per questa malattia.
Poteva sentire il suo cuore sanguinare e vedere la sua mente mentre scompariva, ma proprio questa sofferenza gli dava la forza di cercare una via di salvezza.
Era forse solo una maligna illusione?
Un giorno, mentre passeggiava, si trovò di fronte ad un vecchio cancello; lo guardò immobile, e sentendo una strana sensazione di pace si convinse ad attraversarlo. Fece cigolare i battenti arruginiti, e dopo pochi passi venne investito da una fortissima luce che lo portò in una nuova dimensione; vide un immenso giardino di rose stagliarsi davanti ai suoi occhi... C'era qualcosa di strano in quella situazione irreale, ma allo stesso tempo un sentimento sconosciuto lo spingeva ad addentrarsi all'interno di quel luogo inquietante ed allo stesso tempo estremamente affascinante.
Improvvisamente capì ogni cosa: comprese finalmente chi egli fosse veramente, che cosa ci facesse lì e, senza bisogno che una sola parola venisse pronunciata, seppe che il momento era arrivato.
Sentiva qualcosa strisciare tra gli splendidi fiori; non qualcosa di fisicamente tangibile, solo una presenza, come se si trattasse di un fantasma.
Chiudendo gli occhi, si sedette tra le rose, e, dopo qualche secondo si sdraiò. Le spine ferivano le sue membra, ma lui non sentiva più dolore; come una dolce, calda pioggia il sangue defluiva dalle sue vene rendedno il suo corpo freddo...
Stava scomparendo...
Ma finalmente, dopo molto tempo, sorrideva...
Poteva sentire il suo cuore sanguinare e vedere la sua mente mentre scompariva, ma proprio questa sofferenza gli dava la forza di cercare una via di salvezza.
Era forse solo una maligna illusione?
Un giorno, mentre passeggiava, si trovò di fronte ad un vecchio cancello; lo guardò immobile, e sentendo una strana sensazione di pace si convinse ad attraversarlo. Fece cigolare i battenti arruginiti, e dopo pochi passi venne investito da una fortissima luce che lo portò in una nuova dimensione; vide un immenso giardino di rose stagliarsi davanti ai suoi occhi... C'era qualcosa di strano in quella situazione irreale, ma allo stesso tempo un sentimento sconosciuto lo spingeva ad addentrarsi all'interno di quel luogo inquietante ed allo stesso tempo estremamente affascinante.
Improvvisamente capì ogni cosa: comprese finalmente chi egli fosse veramente, che cosa ci facesse lì e, senza bisogno che una sola parola venisse pronunciata, seppe che il momento era arrivato.
Sentiva qualcosa strisciare tra gli splendidi fiori; non qualcosa di fisicamente tangibile, solo una presenza, come se si trattasse di un fantasma.
Chiudendo gli occhi, si sedette tra le rose, e, dopo qualche secondo si sdraiò. Le spine ferivano le sue membra, ma lui non sentiva più dolore; come una dolce, calda pioggia il sangue defluiva dalle sue vene rendedno il suo corpo freddo...
Stava scomparendo...
Ma finalmente, dopo molto tempo, sorrideva...
